La lingua: strumento per la comunicazione a livello internazionale.

Fondamentale di certo è la lingua dal punto di vista comunicativo. Noi ci avvaliamo della lingua nella comunicazione tra uomini, anche se, a livello mondiale, essa presenta notevoli idiomi. E’ palese quanto questa differenza di lingua possa rappresentare un ostacolo alla comunicazione. Tuttavia, nel corso dei secoli, l’uomo ha sempre tentato, e vi è riuscito, a superare quest’ ostacolo grazie ad un importante “tramite”: la traduzione.

Parlare la lingua nazionale del paese in cui si vive è per tutti cosa facile; è invece ben difficile appropriarsi  della fluidità di una lingua straniera. A raggiungere tale fluidità vi concorrono vari mezzi, più o meno efficaci a seconda della situazione. Degli esempi in merito sono le scuole per la formazione linguistica straniera, stage nel posto di interesse specifico per l’approccio diretto con la lingua del caso (erasmus), ecc…

Nonostante gli appena citati valenti mezzi, resta comunque non facile riuscire a destreggiarsi in lingue di altrui paesi. Come ci si riesce? E ancora più importante, qual è il trucco per imparare una lingua straniera al meglio?

La risposta, per quanto scontata possa essere, è lo studio! Molti di voi in questo preciso istante non saranno particolarmente contenti, giustamente, della mia risposta; ma non potrebbe essere altrimenti. Credo che a tutti piacerebbe già essere bravi a parlare idiomi stranieri come la propria lingua, ma non è così semplice. Ogni cosa, affinché venga imparata, ha bisogno di impegno, di studio appunto.

Questo traguardo può risultare raggiungibile proprio grazie ai mezzi di apprendimento prima detti, i quali altro non fanno che abituarci, gradualmente, al corrente ed esponenziale utilizzo della lingua straniera da noi ambita di apprendere.

Finora abbiamo considerato la comunicazione tra persone aventi lingue nazionali diverse dal punto di vista della persona che ambisce ad imparare l’altrui lingua per far sì che tale comunicazione avvenga.  Guardiamola invece dal punto di vista dell’interezza nazionale: ci accorgiamo di quanto questa sia essenziale e di come ogni stato a sé stante sarebbe dagli altri isolato se la comunicazione venisse a mancare. Per estensione, conseguenzialmente potremmo definire gli interpreti (studiosi delle altrui lingue) essi stessi essenziali. Di fatti se questi studiosi, queste persone, dedite a imparare altre lingue non vi fossero sarebbe impossibile comunicare tra stati diversi, e questo risulterebbe una vera e propria catastrofe: non vi sarebbero scambi economici, commerciali, politici, e l’economia globale sarebbe per lo più sconvolta. Per induzione, quindi, possiamo considerare la lingua stessa “strumento basilare della comunicazione” senza di cui l’equilibrio internazionale verrebbe, senza ombra di dubbio, sconvolto.

(Laura Cirimele)

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