La lingua di Mussolini e la lingua di Roosevelt

Ai tempi del fascismo, Mussolini, e in seguito anche Roosevelt, usavano due stili e toni completamente diversi per comunicare con il popolo. La lingua era un mezzo di comunicazione importante: il tono con cui si comunicava determinava la reazione della folla, ad esempio, la lingua che usava Mussolini, come anche Adolf Hitler, per comunicare con il popolo, era molto complessa. Dal tono forte, i loro discorsi convincevano molto la folla e avevano grande successo. Basti pensare che Mussolini nel discorso alla camera del 3 Gennaio 1925 riscosse grandi applausi e consensi. Con questo modo di porsi, Mussolini dava la sensazione di forza e quindi convinceva facilmente il popolo.

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Roosevelt, a differenza di Mussolini e di Hitler, usava un tono completamente diverso, umile, pacato e un linguaggio più semplice. Comunicava  attraverso l’uso delle <<Fireside chats>> (le conversazioni davanti al caminetto) ovvero delle trasmissioni radiofoniche rivolte a tutta la nazione nel quale cercava di spiegare gli indirizzi e gli effetti della sua azione di governo. Queste conversazioni radiofoniche, avendo uno stile amichevole, riscuotono grande successo; sono molto seguite, sopratutto grazie alla diffusione delle radio negli anni venti.

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                                                                     (Roberta Orefice)

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