LINGUA, LINGUISTICA E PERSONALITA’

linguistics

L’educazione linguistica è il “preambolo” di ogni apprendimento. La lingua è la persona. La possibilità di poter tradurre se stesso attraverso la parola, perché dietro c’è un pensiero chiaro e organico, favorisce la riuscita nella vita sociale e professionale dell’adulto. L’educazione linguistica è il corretto uso di tutte le forme espressive caratteristiche della specie umana e raggiungere la competenza espressivo- comunicativa significa allargare gli orizzonti culturali e sociali.

Tra i fenomeni che caratterizzano la nostra epoca si evidenzia il contatto con i problemi, gli avvenimenti, i personaggi, i prodotti culturali e materiali di quei Paesi che si chiamano “stranieri”, ma che “stranieri” nel senso di “estranei” lo sono sempre meno. Tutti noi usiamo sempre spesso vocaboli che non appartengono alla nostra lingua. Non esiste più nessuno che si possa definire “neutro” rispetto a una lingua straniera, non fosse altro che per questo contatto quotidiano con parole che non appartengono all’italiano, ma sono diventate parte della nostra esperienza.  Ne deriva che chi conosce una sola lingua è come se parlasse dialetto. Lo possiamo verificare ogni giorno infatti non appena i nostri interessi culturali si ampliano o non appena il nostro lavoro si specializza, ci rendiamo conto che un codice verbale unico, il possesso anche ottimo della nostra lingua materna, si rivela insufficiente e non sono le distanze e le frontiere a separare gli individui quanto la mancata conoscenza delle lingue.

Conoscere una o più lingue straniere è diventato necessario.  Per bilinguismo dobbiamo intendere :” pratique alterneé de l’usage de deux langues” secondo U. Weinreich e “natively control of the two languages” per L. Bloomfield. Bisogna anche chiarire il concetto di lingua materna e possiamo definirla come la prima lingua che la persona ha appreso, è la nostra memoria… è noi stessi. Non esiste che la lingua materna per spiegare tutte le sfumature, tutte le tonalità affettive, tutta la complessità dell’anima di un popolo.

La prima difficoltà che si incontra nell’apprendere la lingua straniera è la mancanza dell’appoggio dell’ambiente sociale che opera a favore dell’interculturazione. La lingua non si apprende come le altre materie. Troppo spesso si è dato per certo che l’apprendere una lingua straniera sia un processo analogo a tutti gli apprendimenti. In lingua, l’obiettivo più immediato è quello di “decoller” e per farlo non è necessario conoscere centinaia di parole né la tonalità delle forme grammaticali. L’avvio è una gestione di intensità d’uso alla partenza e di adattamento delle acquisizioni ai bisogni, immediati o a breve termine, in seguito.

Ogni persona ha il diritto di conoscere in modo approfondito la lingua materna e una lingua di comunicazione che gi permetta di partecipare pienamente e direttamente alla cultura mondiale e al dialogo universale.           lingue  lingue 2

(Cristina Calvano)

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