L’IMPORTANZA DEL REGISTRO LINGUISTICO

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Notate qualche differenza tra le tre vignette riportate qui sopra? La risposta è sicuramente positiva.

Nella prima vignetta vi è un giovane ragazzo che, ascoltando il discorso del mittente , appare in un evidente stato di noia e disinteresse.
Stessa situazione per la seconda vignetta. Il ragazzo, ancora una volta, appare completamente disinteressato alle parole del preside.
Nell’ultima vignetta la situazione cambia radicalmente. Il giovane è affascinato ed interessato alle parole dell’allenatore.
Eppure tutti e tre i personaggi stavano parlando dello stesso argomento!  Perchè, allora, vediamo due diverse reazioni completamente opposte?
La risposta sta tutta nei diversi registri linguistici  adottati dai tre personaggi.
Il primo ha adottato un registro linguistico troppo alto e non adeguato al target di riferimento. Stessa cosa per il secondo. L’allenatore, invece, ha utilizzato un linguaggio informale ed adatto ad un pubblico di giovani ragazzi.

Ma come possiamo definire un registro linguistico? Esso è la terminologia scelta da un emittente per il suo messaggio. Scegliere un registro linguistico adeguato non è affatto semplice  perché non comprende soltanto la scelta di vocaboli, ma anche delle tonalità espressive.

Possiamo classificare i registri linguistici in tre tipi:
-alto ( o formale)
-medio ( o normale)
– basso ( o informale)

Quando si scrive, ad esempio, su un giornale il tipo di registro linguistico che è preferibile adottare è quello normale perchè non esclude nè coloro che, di solito, sono abituati ad un linguaggio colto e nè quelli che sono abituati ad un registro linguistico basso.
Scegliere un adeguato registro linguistico oltre a non essere affatto semplice è anche molto importante. Molto spesso, ci si trova a dover cambiare registro linguistico anche nel giro di pochi minuti. Quando si parla con un familiare è normale adottare un registro linguistico informale, ma quando ci troviamo, ad esempio, nella situazione di dover esporre una tesi di laurea è sicuramente preferibile adottare un linguaggio colto e formale.

Il linguaggio è, quindi, strettamente collegato alla psicologia. Saper esprimersi non significa soltanto conoscere vocaboli, ma, anche, saperli utilizzare nel modo giusto ed al momento opportuno.

(Jennifer El khattabi)

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