Cinema dei Telefoni Bianchi

Il cinema dei telefoni bianchi è un sottogenere cinematografico della commedia in voga in Italia tra il 1936 ed il 1943, il nome deriva dalla presenza di Telefoni di colore bianco nei film di questo periodo.
In parte la critica definisce questo genere anche come “Commedia all’ungherese”, perché, nonostante la produzione sia italiana, le scene ed i soggetti sono spesso tratti da autori teatrali di nazionalità ungherese.
Alcuni dei temi principali di questo genere sono: il divorzio (scioglimento di una unione coniugale, che venne introdotto legalmente in Italia il 1° dicembre 1970 con l’inserimento della legge denominata  “Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio”) e l’adulterio (o tradimento da parte della moglie, nel diritto Romano era previsto come reato ed era punibile con la pena di morte, per mano del marito o dei familiari maschi, mentre per il marito adultero erano previste sanzioni pecuniarie.Nel diritto Italiano invece la moglie adultera è punita, a querela del marito,dall’art. 559 del codice penale del 1930, con la reclusione fino ad un anno e medesimo trattamento per il “correo dell’adultera” ed in ottemperanza di una sentenza della corte costituzionale, che stabilisce l’uguaglianza morale e giuridica dei coniugi,  il marito adultero riceve egual pena.)
La produzione dei cosiddetti telefoni bianchi o cinema Decó descrive le caratteristiche degli anni 30 e dei primi 40 attraverso gli arredamenti degli ambienti, oltre che alla moda e al costume.
In questi film Leggeri si respirava un fascino che intravedeva speranza nel futuro, vi fu riflessa un’italia che stava “ricostruendo” una propria immagine moderna ed efficiente.Tale rappresentazione di benessere e progresso era però ben lontana dalla realtà di allora; a quell’epoca sostanzialmente povera, arretrata e con la maggior parte della popolazione analfabeta, così come anche l’atmosfera entusiasta e spensierata di queste pellicole appariva cozzante con la cupa situazione della dittatura fascista e che da lì a poco sarebbe entrata in guerra
Ben presto i soggetti cominciarono a diventare ripetitivi e banali; in seguito, in piena seconda guerra mondiale, la produzione di questo filone divenne sempre più rada fino a scomparire del tutto con  il crollo del regime fascista (8 settembre 1943).Vi erano registi del calibro di Carlo Campanini, Vittorio de Sica e Goffredo Alessandrini.

(Matteo Galiano)

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