Un’esibizione di danza, un miracolo d’arte

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Fra i vari tipi di  linguaggi che l’uomo usa per esprimersi e per comunicare la danza  ha certamente un posto essenziale. Quando i movimenti del corpo non sono dettati dal caso ma mirati ad esprimere contenuti, descrivono un codice fondamentale per comprendere il substrato culturale e spirituale di un popolo. Si può non capire subito la loro lingua, la  loro cultura o le loro tradizioni, ma possiamo  cogliere la loro storia semplicemente guardando danzare.

La danza può essere considerata espressione libera e, senza alcuna mediazione, di sentimenti, di bisogni e di valori. Quando  il suo stile è accurato e ricercato si eleva addirittura ad arte.  Ogni forma d’arte utilizza degli strumenti e gli stessi strumenti sono sempre un qualcosa che è al di fuori dell’artista. Lo strumento della danza è invece lo stesso  corpo del ballerino.

La danza fu un soggetto che  caratterizzò in maniera indelebile la carriera di uno dei più importanti esponenti dell’impressionismo, Edgar Degas. Egli era affascinato da quelle ballerine che ravvivavano la scena, e che lui  considerava  come delle stelle da cui lo sguardo non poteva separarsi. Amava ritrarle in pose naturali, disinvolte e inconsapevoli e quindi  le dipingeva mentre si preparavano, dietro le quinte e durante le loro esibizioni. Degas andava sul posto dove si esercitavano per rappresentare nel miglior modo possibile  anche i minuziosi dettagli.                                                                                                  

Il quadro,”La lezione di ballo”, dipinto da Degas tra il 1873 e il 1875, raffigura delle  giovani ballerine  che sfilano una dopo l’altra davanti agli occhi dell’anziano maestro di ballo, Jules Perrot, grande ballerino e coreografo francese. Nessuna è in posa e quindi sono  rappresentate al termine o durante una pausa della lezione. Sull’estrema sinistra una ballerina si gratta la schiena, con l’espressione sfinita ma soddisfatta di chi ha concluso la prova. Appena più a destra una ragazza si aggiusta l’orecchino, mentre più lontano in coincidenza con la porta , una terza ballerina porta l’indice alla bocca in segno di attenzione. Nell’angolo più lontano una danzatrice allenta il collarino di velluto. Osservatore arguto, l’artista descrive la sala con l’accuratezza di un romanziere naturalista. Il dipinto è un olio su tela ed è conservato al Museo D’Orsay di Parigi.

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                                                                                                              Cristina Calvano

 

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