Geordie: “la musica della poesia”

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Geordie è un’antica ballata britannica.Le ballate sono testi poetici di ispirazione popolare, di argomento per lo più  amoroso, nati nel Medioevo ed  accompagnati dal ballo e dal canto.Una ballata racconta una storia ed  i personaggi possono intervenire  nel racconto che viene narrato; la storia ha un linguaggio semplice ed essenziale ed incomincia  in medias res: tutti elementi che si potranno trovare nelle ballate dei poeti romantici.  La musica è dunque parte essenziale del testo e riesce a dare impulso alla forza suggestiva già presente nei versi.

Il fascino della ballata non poteva non essere motivo di ispirazione del linguaggio musicale dei grandi cantautori contemporanei. Una delle più suggestive è sicuramente la ballata di Geordie di Fabrizio De Andrè. Una versione di questa antica ballata fu proposta nel 1962 da Joan Baez. Fabrizio la reinterpretò secondo il suo stile nel 1966.

Un mistero  ha avvolto la scelta  di cantare Geordie in italiano. Due sono le curiosità: l’incisione a due voci ,unico duetto di quell’anno e l’adattamento di una canzone inglese, lingua che De Andrè non conosceva. Per diverso tempo i due misteri non hanno avuto alcuna spiegazione . Innanzitutto si è cercato di ritrovare la voce femminile, Maureen Rix, per poterle chiedere spiegazioni su questa storia. Quando è stata intervistata Maureen disse di ricordare  bene l’incontro  avuto con Fabrizio a Genova. Condivideva con lui l’interesse per la musica folkloristica ed amava anche molto la poesia. De Andrè le chiese di cercare dei pezzi di musica tradizionale inglese e dopo aver ascoltato la versione di Geordie, le chiese se voleva cantarla insieme a lui  in italiano.

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La trama è più o meno identica alla versione originale anche se rispetto ad essa alcune cose sono state modificate. Un uomo,mentre  attraversa il ponte di Londra incontra una donna che piange e racconta che il suo giovane marito Geordieè stato condannato all’ impiccagione, ma con il privilegio di essere impiccato con una corda d’oro, probabilmente per le sue nobili origini,  per aver rubato alcuni cervi dalla riserva imperiale.

Nell’Inghilterra medievale il bracconaggio nelle tenute reali era punito in maniera molto severa. La giovane sposa di Geordie cercherà di implorare il re per  preservare la vita del suo amato.In alcune versioni la storia ha un lieto fine, ma De André nella canzone lascia capire che “Né il cuore degli inglesi né lo scettro del re Geordie potran salvare” […] “Così lo impiccheranno con una corda d’oro”. Il cantautore aveva  sostituito il verso in cui la protagonista era disposta arinunciare ai suoi figli pur di salvare Geordie con salvate le sue labbra, salvate il suo sorriso… non ha vent’anni ancora…, parole che modificavano il significato della lamentela della donna e la rendevano più adatta alla sensibilità del pubblico giovanile.

Per quanto sia importante collocare questa versione della ballata nel suo contesto storico ciò su cui si insiste è il messaggio principale che ci lascia questa ballata : l’amore disperato di chi sta per perdere la persona amata.    

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                                                                                                                                                                           Cristina Calvano

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