Dai diamanti non nasce niente…

Quando si parla di poesia, la nostra mente vola indietro nel tempo, di anni e anni, quando questa era considerata genere letterario per eccellenza, genere aulico e superiore a tutti gli altri. E’ vero, la poesia potrebbe essere tale, in tutte le sue miriadi di sfaccettature e in tutti i suoi tanti modi di essere scritta.

Talvolta però i ragazzi iniziano a “sbuffare” sentendo la parola poesia..ma non sanno che di poesia ne sono circondati!

Facendo un brevissimo excursus storico, la poesia inizialmente era composta in modo tale da essere accompagnata da strumenti musicali e balli. Con il passare del tempo ha mutato le sue origini, diventando genere con il quale si trasmettevano i sentimenti più nobili e si ammiravano e adoravano le donne. Al giorno d’oggi, possiamo dire, che la poesia è tornata un po’ a quelle che erano le sue origini. Infatti, quella che noi chiamiamo “musica” altro non è che poesia! I testi delle canzoni possono essere definiti tale!

Ci sono testi però che sono particolarmente poetici. Tra questi possiamo includere quelli di un cantautore genovese, esponente dell’ermetismo contemporaneo: Fabrizio Cristiano De André (1940 – 1999). I suoi testi completano addirittura i libri scolastici di antologia letteraria. Le sue musiche sono semplici. De Andrè potrebbe essere definito un cantastorie, per la sua capacità di narrare la vita di ogni persona appartenente alla società del suo tempo. Nelle sue composizioni riesce a toccare svariati temi (prostituzione, prigionia, adulterio..) mantenendo comunque la poeticità dei testi. “Via del campo” ne è un esempio.

Via del campo era una tra le vie più povere e degradate di Genova, città natale di De Andrè. Qui vivevano i ceti sociali più bassi. Nel brano, De Andrè parla di una prostituta nel fiore degli anni e la descrive con parole nobili, quasi come volerla beatificare. La definisce “graziosa” e soprattutto non descrive in modo “materiale” il suo corpo ma paragona ad una rosa ciò che “vende” ai clienti.

via del campo c’è una graziosa
gli occhi grandi color di foglia
tutta notte sta sulla soglia
vende a tutti la stessa rosa

Nei suoi versi compare una bambina, la quale potrebbe essere metaforicamente vista come quel barlume di speranza in mezzo al degrado.

via del campo c’è una bambina
con le labbra color rugiada
gli occhi grigi come la strada
nascon fiori dove cammina

Dopo la descrizione della prima, De Andrè descrive una seconda prostituta, questa volta in maniera più “forte” e meno dolce. L’autore quasi insegna all’ascoltatore come “conquistare” questa donna, inserendo un gesto romantico in quella che è un’azione che d’amore ha poco, come a voler innalzare e difendere quella che è la sua reputazione.

via del campo c’è una puttana
gli occhi grandi color di foglia
se di amarla ti vien la voglia
basta prenderla per la mano

L’autore, inoltre, riesce ad inserire il Paradiso (elemento sacro) in quello che è un ambiente degradato (elemento profano) come a voler innalzare, ancora una volta, l’identità della prostituta, colei che può donare emozioni che vanno al di sopra del pensiero umano.

e ti sembra di andare lontano
lei ti guarda con un sorriso
non credevi che il paradiso
fosse solo lì al primo piano

In questa strofa appare la figura di un uomo, dopo tre figure femminili. E’ colui che si reca in questa via per cercare di sposare una di queste donne. De Andrè lo definisce “illuso” perché vorrebbe invano cambiare la natura della donna che desidera.

via del campo ci va un illuso
a pregarla di maritare
a vederla salir le scale
fino a quando il balcone è chiuso

L’autore, in questi versi, descrive i sentimenti positivi che porta un amore corrisposto..ma anche quelli negativi di un amore che ama senza corrispondenza.

ama e ridi se amor risponde
piangi forte se non ti sente

Tuttavia, gli ultimi versi del brano riassumono quella che era la società ai tempi di De Andrè. Egli mette in contrapposizione i diamanti e il letame. I diamanti rappresentano l’alta società, i borghesi, i nobili dai quali non potrà mai nascere nulla, essendo chiusi nel loro finto perbenismo. In opposizione, invece, abbiamo il letame, simbolo della bassa società, del degrado. Il fiore rappresenta ciò che nascerà, il futuro..ed è solo tramite chi ha toccato con mano la sofferenza che si può costruire qualcosa di buono, e forse di migliore.

dai diamanti non nasce niente
dal letame nascono i fiori

“Via del campo” unisce sensibilità, poesia e semplicità, come pochi altri autori sono riusciti ad inserire nelle loro canzoni.

(Rosanna Lomonaco)

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