Delitto di paese- Fabrizio De Andrè

“Non tutti nella capitale sbocciano i fiori del male, 
qualche assassinio senza pretese abbiamo anche noi in paese. 
Aveva il capo tutto bianco 
ma il cuore non ancor stanco 
gli ritornò a battere in fretta 
per una giovinetta 
Ma la sua voglia troppo viva 
subito gli esauriva 
in un sol bacio e una carezza 
l’ultima giovinezza 
Quando la mano lei gli tese 
triste lui le rispose 
d’essere povero in bolletta 
lei si rivestì in fretta “         

Cita il primo verso della canzone di Fabrizio De Andrè. La vicenda è quella di un pover’uomo oramai vecchio che si innamora di una giovinetta; lui, dopo poche effusioni, le dice di non avere nemmeno un centesimo per soddisfarla, lei chiama allora il suo pappone e insieme uccidono il poveretto. Quando però i due convengono che il vecchio era realmente al verde, nel testo gli trovano addosso «solo un mucchio di cambiali e di atti giudiziari», i due assassini, come cita la frase della canzone: <<Fu qualche lacrima sul viso a dargli il paradiso>> si pentono e piangono, domandando perdono al defunto. Una volta giustiziati, gli assassini vengono accolti in paradiso  per aver riconosciuto la propria colpa.

Delitto di paese è la prima traduzione che De André compie direttamente su un brano del suo “maestro” Georges Brassens; in questo caso si tratta de “L’assassinat”, uscita nel 1962.Brassens è un punto di riferimento imprescindibile per il De André di quegli anni.

 Delitto di paese, una ballata “noire” nella quale miseria, prostituzione, delitto, morale beghina sono immersi in un’atmosfera francesizzante e “maudite”. Comincia infatti con il ricordo della raccolta di poesie, “Les fleurs du mal”, che costò a Baudelaire, nel 1857, un processo per oltraggio alla morale pubblica e al buoncostumi, e fa toccare con mano l’aria della piccola città di provincia, della periferia urbana.  Inoltre citando “I fiori del male”, De Andrè, vuole far capire che il crimine non “fiorisce” solamente a Parigi, ma che, invece, è presente in qualsiasi città, in qualsiasi posto. Come egli stesso cita alla fine del brano: <<Qualche assassinio senza pretese lo abbiamo anche noi qui in paese.>>

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De Andrè, attraverso le sue canzoni, è capace di narrare una storia, e’ come se ascoltassimo un libro cantato. Proprio per questo egli  è considerato un poeta, infatti i suoi album vengono definiti proprio dei libri e molte sue canzoni vengono considerate poesie per il tipo di struttura e di lessico che usa.

Egli riesce a toccare temi anche drammatici (e non solo) come fa nella canzone sopra citata. Egli ha portato avanti tematiche scabrose come la prostituzione, la corruzione, l’adulterio ecc. Ed è anche per questo che viene considerato un grande autore, un poco “alternativo” all’epoca, che sapeva come scrivere e che ha sicuramente fatto la storia della musica italiana!  

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(Laura Cirimele)

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