La canzone di Marinella: Una vera e propria poesia del Novecento

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Sono sicura che questa canzone la conosciate tutti, è una delle più famose di Fabrizio De André,ma forse non tutti sono a conoscenza del fatto che Marinella era una prostituta bambina costretta a vivere in una casa chiusa e che non aveva mai conosciuto il vero amore, e  che muore proprio quando incontra l’uomo giusto. Marinella muore annegata  perché scivola in  un fiume forse perché stava ancora pensando all’emozione che aveva provato dopo il suo primo incontro di vero amore.

La “vera” storia di Marinella però è abbastanza diversa…
Lo stesso Fabrizio  raccontava che:

La Canzone di Marinella” non è nata per caso, semplicemente perché volevo raccontare una favola d’amore. È tutto il contrario. È la storia di una ragazza che a sedici anni ha perduto i genitori, una ragazza di campagna dalle parti di Asti. È stata cacciata dagli zii e si è messa a battere lungo le sponde del Tanaro, e un giorno ha trovato uno che le ha portato via la borsetta dal braccio e l’ha buttata nel fiume. E non potendo fare niente per restituirle la vita, ho cercato di cambiarle la morte.”.

Il cantautore aveva letto questo terribile fatto di cronaca e lo aveva trasformato in una meravigliosa canzone poetica.  C’è uno stretto legame fra musica e poesia; infatti la Canzone di Marinella é un testo musicale ma ha tutte le caratteristiche di un testo poetico  vero e proprio. Le sue canzoni sono decisamente delle poesie. Infatti le possiamo trovare nelle antologie di letteratura italiane. I temi delle sue canzoni sono l’amore e l’ingiustizia nelle sue  varie forme: quella della società e quindi riguardanti le prostitute e gli emarginati, quella della storia e quindi della guerra ed ancora quella della vita come “La canzone di Marinella”, vittima di un destino crudele.     Immagine

C’è qualcosa che rende sempre attuale la storia di Marinella e cioè il modo autentico con cui viene descritto il sentimento amoroso.     Il vento che conduce Marinella su di una stella rappresenta una splendida metafora per spiegare il passaggio alla vita dell’aldilà come per mostrare la speranza che i giovani, anche se prematuramente scomparsi, possano continuare la loro gioventù in cielo perché “come tutte le più belle cose, vivono un giorno solo, come le rose”. Nella canzone c’ è anche un’altra metafora quella dell’innamorato che viene descritto come un re: il ragazzo è esteriormente  un normalissimo giovane ma ha tutte le caratteristiche interiori di uno vero. Possiamo anche trovare nel bellissimo testo una simbologia cromatica. C’è il rosso che è simbolo dell’amore e della passione come il mantello dell’innamorato, ed il bianco, simbolo di innocenza e purezza come il suo cappello ed il fiordaliso. Infine il paragone con l’aquilone sottolinea la purezza e l’istintività con cui Marinella segue il suo innamorato.Immagine

Questa canzone è anche un pretesto per riflettere sul pensiero della morte che è soprattutto ingiusta quando muoiono dei giovani che potrebbero avere ancora tutta la vita davanti a loro. Tuttavia la morte può indurci a riflettere sul significato della vita che è così fugace per cui bisogna vivere appieno ogni  suo momento.

Martina Calvano

 

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