Tra un fiore colto e uno donato

Le ultime poesie di Ungaretti furono rivolte alla giovane poetessa brasiliana Bruna Bianco incontrata in un viaggio a San Paolo. A lei  è dedicata la poesia “Stella, mia unica stella” che  appartiene all’ultima raccoltadel poeta,Vita d’un uomo, considerata  l’ultimo contributo di Ungaretti all’amore, folgorante ed emozionante che il poeta prova ad ottant’anni, questo sentimento che  può estinguersi solo con la morte.

Il poeta si sente solo e forse per questo motivo la notte non ha più niente da offrirgli; gli resta come unico conforto una stella, cioè la speranza e gli pare che stia brillando soltanto per lui.

stellaaaa

Stella,

mia unica stella.

Nella povertà della notte,sola,

Per me, solo, rifulgi,

La sua stella brillerà per l’eternità, ma lui che sta per morire potrà gioire di quella luce ancora per poco .  Da qui nasce la sua profonda tristezza perché il solo pensiero di questa brevità gli è intollerabile e neppure  la luce privata di questa stella  gli  è motivo di conforto, anzi aumenta la sua disperazione.

cuoreee.

Nella mia solitudine rifulgi,

Ma, per me, Stella

Che mai non finirai d’illuminare

Un tempo ti è concesso troppo breve,

Mi elargisci una luce Che la disperazione in me Non fa che acuire.

Esiste anche l’amore non corrisposto, quello che fa soffrire più di ogni altra cosa, quello da cui non si è capaci di separarsi, quello che fa dimenticare tutto quando si ha in mente solo quella persona.  “La ballata dell’amore cieco” di De Andrè tratta di un amore ossessivo non ricambiato di un uomo per una donna, distaccata e vanesia che desiderava delle prove dell’amore da parte di lui solo per aumentare il suo ego.  Per comprovare la  veridicità del suo sentimento l’uomo dovette portare il cuore di sua madre.

la ballata dell'amore cieco

Un uomo onesto, un uomo probo,

tralalalalla tralallaleru

s’innamorò perdutamente

d’una che non lo amava niente.

Gli disse portami domani,

tralalalalla tralallaleru

gli disse portami domani

il cuore di tua madre per i miei cani.

Lui dalla madre andò e l’uccise,

tralalalalla tralallaleru

dal petto il cuore le strappò

e dal suo amore ritornò.

Ma anche questo non fu abbastanza e la donna gli fece un’ulteriore richiesta e cioè morire per lei.

Non era il cuore, non era il cuore,

tralalalalla tralallaleru

non le bastava quell’orrore,

voleva un’altra prova del suo cieco amore.

Gli disse amor se mi vuoi bene,

tralalalalla tralallaleru

gli disse amor se mi vuoi bene,

tagliati dei polsi le quattro vene.

Le vene ai polsi lui si tagliò,

tralalalalla tralallaleru

e come il sangue ne sgorgò,

correndo come un pazzo da lei tornò.

Gli disse lei ridendo forte,

tralalalalla tralallaleru

gli disse lei ridendo forte,

l’ultima tua prova sarà la morte.

Lui allora si tagliò i polsi per compiacerla e morì felice perché questo gesto lo aveva fatto per amore.

All’inizio la giovane donna era contenta perché era riuscita ad ottenere che un uomo potesse fare questo per lei , finché capì che era morto sorridendo portando con sé tutto il calore e l’amore, mentre a lei non era rimasto che una gelida e frivola vanità.

E mentre il sangue lento usciva,

e ormai cambiava il suo colore,

la vanità fredda gioiva,

un uomo s’era ucciso per il suo amore.

Fuori soffiava dolce il vento

tralalalalla tralallaleru

ma lei fu presa da sgomento,

quando lo vide morir contento.

Morir contento e innamorato,

quando a lei niente era restato,

non il suo amore, non il suo bene,

ma solo il sangue secco delle sue vene.

Questa canzone presenta ambedue le facce di un amore non corrisposto. Da una parte abbiamo l’innamorato che è disposto a tutto pur di essere amato anche a costo di sacrificare ciò che gli è più caro  e cioè la propria  vita e  dall’altro lato l’egocentrismo di chi sa di essere l’oggetto del desiderio e non si cura affatto di giocare con i sentimenti altrui soltanto per semplice leggerezza.
la ballata dell'amore cieco de andrè

Cristina Calvano

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