Naufragi, difficoltà nel cammino della vita

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E subito riprende

il viaggio

come

dopo il naufragio

un superstite

lupo di mare

La poesia “ Allegria di Naufragi” fa parte della raccolta “Allegria” del poeta Ungaretti  dove vengono trattati  i temi  del viaggio e del naufragio che sono caratteristici  della poesia simbolista. Il viaggio viene proposto come impegno e volontà di iniziare di nuovo dopo le mostruosità  della prima guerra mondiale, mentre il termine naufragio sta a  significare  la crisi  percepita da un’intera generazione durante il conflitto. Questo contrasto tra il desiderio di volersi riprendere  e la crisi spirituale è descritto molto bene proprio  nel titolo della lirica che è, infatti, un ossimoro.

Anche il cantautore De Andrè nella canzone di difficile interpretazione “Parlando del naufragio della London Valour” parla di un naufragio.  Una possibile lettura del testo è che De Andrè si riferisse  al naufragio della rivoluzione, quella del settantotto, che come la London Valour non è mai riuscita a salpare. La nave è  intesa come metafora per un movimento che durò un decennio. E la “London Valour” naufraga nel porto come se non avesse mai preso il largo oppure potrebbe voler significare che naufraga quando oramai è quasi giunta, quando era quasi arrivata alla meta.

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I marinai foglie di coca digeriscono in coperta

Il capitano ha un amore al collo venuto apposta dall’Inghilterra

Il pasticciere di via Roma sta scendendo le scale

ogni dozzina di gradini trova un mano da pestare

ha una frusta giocattolo sotto l’abito da té

E la radio di bordo è una sfera di cristallo

dice che il vento si farà lupo il mare si farà sciacallo

Il paralitico tiene in tasca un uccellino blu cobalto

ride con gli occhi al circo Togni quando l’acrobata sbaglia il salto

E le ancore hanno perduto la scommessa e gli artigli

i marinai uova di gabbiano piovono dagli scogli

Il poeta metodista ha spine di rosa nelle zampe

per fare pace con gli applausi per sentirsi più distante

la sua stella si è oscurata da quando ha vinto la gara di sollevamento pesi

E con uno schiocco di lingua parte il cavo dalla riva

ruba l’amore del capitano attorcigliandole la vita

Il macellaio mani di seta si è dato un nome da battaglia

tiene fasciato dentro il frigo nove mascelle antiguerriglia

ha un grembiule antiproiettile tra il Giornale e il gilè

E il pasticciere e il poeta e il paralitico e la sua coperta

si ritrovano sul molo con sorrisi da cruciverba

a sorseggiarsi il capitano che si sparava negli occhi

e il pomeriggio a dimenticarlo con le sue pipe e i suoi scacchi

e si fiutarono compatti nei sottintesi e nelle azioni

contro ogni sorta di naufragi e di altre rivoluzioni

e il macellaio mani di seta distribuì le munizioni.

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                                                                                      Martina Calvano

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