DE ANDRE’, UNGARETTI E LA VISIONE DELL’AMORE

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“Continuerai a farti scegliere o finalmente sceglierai”

Quante volte abbiamo letto, in giro sui vari social network, questa frase?

Non tutti, però, ne conoscono la sua provenienza.

Essa fa parte della canzone “ Verranno a chiederti del nostro amore” di Fabrizio De Andrè, il cantautore più famoso d’Italia e motivo d’orgoglio per la profondità e la grande bellezza dei suoi testi.

La canzone ha una storia particolare e fa parte del concept album “Storia di un impiegato”, risalente al 1973.

La canzone racconta di un impiegato che, dal carcere, vede la sua donna intervistata, la vede proteggersi davanti ai giornali e ripensa al loro rapporto. Ora che sono separati dal carcere, l’impiegato teme per il futuro della donna e, quasi rassegnato, le chiede di fare le scelte in maniera autonoma.

Cristiano De Andrè, figlio di Fabrizio De Andrè, affermò che suo padre scrisse questa canzone per la prima moglie ( e madre di Cristiano).

“Quando in anticipo sul tuo stupore 
verranno a chiederti del nostro amore 
a quella gente consumata nel farsi dar retta 
un amore così lungo 
tu non darglielo in fretta 

non spalancare le labbra ad un ingorgo di parole 
le tue labbra così frenate nelle fantasie dell’amore 
dopo l’amore così sicure a rifugiarsi nei “sempre” 
nell’ipocrisia dei “mai” 

non sono riuscito a cambiarti 
non mi hai cambiato lo sai. 

E dietro ai microfoni porteranno uno specchio 
per farti più bella e pensarmi già vecchio 
tu regalagli un trucco che con me non portavi 
e loro si stupiranno 
che tu non mi bastavi,
 

digli pure che il potere io l’ho scagliato dalle mani 
dove l’amore non era adulto e ti lasciavo graffi sui seni 
per ritornare dopo l’amore 
alle carezze dell’amore 
era facile ormai 

non sei riuscita a cambiarmi 
non ti ho cambiata lo sai. 

Digli che i tuoi occhi me li han ridati sempre 
come fiori regalati a maggio e restituiti in novembre 
i tuoi occhi come vuoti a rendere per chi ti ha dato lavoro 
i tuoi occhi assunti da tre anni 
i tuoi occhi per loro, 

ormai buoni per setacciare spiagge con la scusa del corallo 
o per buttarsi in un cinema con una pietra al collo 
e troppo stanchi per non vergognarsi 
di confessarlo nei miei 
proprio identici ai tuoi 

sono riusciti a cambiarci 
ci son riusciti lo sai. 

Ma senza che gli altri non ne sappiano niente 
dimmi senza un programma dimmi come ci si sente 
continuerai ad ammirarti tanto da volerti portare al dito 
farai l’amore per amore 
o per avercelo garantito, 

andrai a vivere con Alice che si fa il whisky distillando fiori 
o con un Casanova che ti promette di presentarti ai genitori 
o resterai più semplicemente 
dove un attimo vale un altro 
senza chiederti come mai, 

continuerai a farti scegliere 
o finalmente sceglierai.”

 

Per certi versi, la canzone può apparire come un’accusa alla donna che preferisce non esporsi e che si lascia corteggiare in cambio di un mazzo di fiori o di un posto di lavoro.

Ma essa è anche un appello che l’impiegato rivolge alla sua amata per convincerla a cambiare, a non barattare se stessa e a prendere la sua vita in mano. 

Di amore ne ha scritto anche Giuseppe Ungaretti, il fondatore dell’ermetismo.

Una sua poesia che ha al centro il tema amoroso  e la figura di una donna è “ Il lampo della bocca”

 

“Migliaia d’uomini prima di me, 
Ed anche più di me carichi d’anni, 
Mortalmente ferì 
Il lampo d’una bocca. 

Questo non è motivo 
Che attenuerà il soffrire. 

Ma se mi guardi con pietà, 
E mi parli, si diffonde una musica, 
Dimentico che brucia la ferita”

 

Ungaretti scrisse questa poesia alla soglia degli ottant’ anni ed è proprio in questo momento che comprese che l’amore si spegne solo con la morte.

Dalla prima frase della poesia di Ungaretti possiamo comprendere di essere in presenza di una donna seducente ed accattivante e, probabilmente, simile, per alcuni punti, alla donna presentata da De André, ma, per altri, molto diversa.

Il poeta soffre non perché ha timore per il futuro della sua donna, bensì per il suo. Egli, innamorato di una donna molto più giovane di lui, pensa che l’abbandonerà.

Nel caso di Ungaretti, lo  strumento che offre conforto al poeta è il semplice sorriso dell’amata che riesce a far dimenticare al poeta tutte le sofferenze.

Sia nella canzone di De André che nella poesia di Ungaretti, ciò che crea sofferenza negli animi degli uomini è la lontananza dalla donna amata e l’abbandono.

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( Jennifer El khattabi)

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