Quell’inutile spreco di vite

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Le poesie di Ungaretti così come le canzoni di De Andrè contro la guerra testimoniano il significato che ad essa attribuiscono considerandola una tragica ed assurda disumanità.

La poesia “Non gridate più” di Ungaretti, inserita nella raccolta “Il dolore”, tratta della sofferenza personale sia per la morte del fratello e del figlio di nove anni che di quello più pubblico che derivava dalla tragica occupazione di Roma da parte dei tedeschi e quindi della guerra in generale. Nel componimento vi è una preghiera rivolta agli uomini di porre fine ai rancori e riflettere in sacro silenzio perché possano salvare l’ umanità e riappropriarsi dell’importanza della pietà.

Ungaretti  vuole quindi dare un messaggio di pace e lo rimette alla debole voce  che proviene dalle tombe dove ci sono le vittime della guerra. Tuttavia se però non si ascolta il loro grido di aiuto sarà come ucciderli una seconda volta e vorrà dire che il loro sacrificio non sarà servito a nulla.

Cessate d’uccidere i morti,

non gridate più,

non gridate se li volete ancora udire,

se sperate di non perire.

Hanno l’impercettibile sussurro,

non fanno più rumore

del crescere dell’erba,

lieta dove non passa l’uomo

Se ascoltiamo “La ballata dell’eroe” viene sicuramente alla mente quella più famosa del cantautore : “La guerra di Piero”.In ambedue  si parla della guerra , della morte disumana del protagonista e del rammarico della donna che rimane sola.  Tuttavia vi né una differenza tra le due e cioè mentre Piero resta fermo davanti al nemico perché viene colto da un sentimento di fratellanza l’eroe della ballata invece trova la morte perché” troppo lontano si spinse cercare la verità”. Ciò che resta di lui sarà soltanto una medaglia al valore e di qui si desume l’idea  della guerra  che altro non è che uno spreco di vite senza alcun senso da parte dell’autore di questi bellissimi versi in musica .

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Era partito per fare la guerra

per dare il suo aiuto alla sua terra

gli avevano dato le mostrine e le stelle

e il consiglio di vender cara la pelle

e quando gli dissero di andare avanti

troppo lontano si spinsero a cercare la verità

ora che è morto la patria si gloria

d’un altro eroe alla memoria

era partito per fare la guerra

per dare il suo aiuto alla sua terra

gli avevano dato le mostrine e le stelle

e il consiglio di vender cara la pelle

ma lei che lo amava aspettava il ritorno

d’un soldato vivo, d’un eroe morto che ne farà

se accanto nel letto le è rimasta la gloria

d’una medaglia alla memoria.

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Martina Calvano

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