Libertà è partecipazione

Giorgio Gaber nasce a Milano nel 1939, è stato un famoso cantautore, regista e attore teatrale. Affettuosamente chiamato “Il Signor G” dai suoi estimatori, è stato anche un chitarrista di valore, tra i primi interpreti del rock and roll italiano.

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Egli nel suo brano “La libertà” tratta, come il titolo suggerisce, il tema della libertà. Gaber in questo bellissimo testo esprime il suo voler essere libero, ma dà un valore completamente nuovo all’aggettivo “libero”. Libero per lui non è un uomo “appena nato” che quindi non conosce tutta la cattiveria, tutta l’indifferenza che c’è nel mondo, un uomo che segue solo il suo istinto, tanto che lo paragona ad un animale.

“Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Vorrei essere libero come un uomo.
Come un uomo appena nato
che ha di fronte solamente la natura
e cammina dentro un bosco
con la gioia di inseguire un’avventura.
Sempre libero e vitale
fa l’amore come fosse un animale
incosciente come un uomo
compiaciuto della propria libertà.
La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione. “

Libertà non è essere un uomo che vive nella natura e che affronta tutto con leggerezza, anzi, Gaber fa anche del sarcasmo su quelle persone che credono di essere libere in questo paese solo perchè viene definito un paese “democratico” e pensano di essere partecipi alle decisioni politiche ma la verità è che vengono comandati da coloro che loro stessi votano e nell’essere comandati si credono liberi.

“Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno
di spaziare con la propria fantasia
e che trova questo spazio
solamente nella sua democrazia.
Che ha il diritto di votare
e che passa la sua vita a delegare
e nel farsi comandare
ha trovato la sua nuova libertà. “

Infine, egli parla degli “intellettuali” che sono convinti di essere liberi sapendo le più importanti nozioni scientifiche e si credono “forti” con la loro scienza e cercano addirittura di contrastare la natura stessa credendo che la libertà stia solo nella forza del pensiero.

“Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come l’uomo più evoluto
che si innalza con la propria intelligenza
e che sfida la natura
con la forza incontrastata della scienza
con addosso l’entusiasmo
di spaziare senza limiti nel cosmo
e convinto che la forza del pensiero
sia la sola libertà. “

Nel ritornello riassume tutto ciò che per lui non è libertà.

“La libertà non è star sopra un albero
non è neanche un gesto o un’invenzione
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione. “

Quando dice che “La libertà non è star sopra un albero” si riferisce agli uomini che collegano gli spazi incontaminati con il concetto di libertà, “non è neanche un gesto o un’invenzione”, si riferisce agli uomini “intellettuali” che si credono liberi solo nella loro cultura.” La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione!” Partecipazione al nostro mondo,alla nostra vita, partecipazione a ciò che accade a non lasciarsi influenzare e pensare con il proprio cervello, questa è la libertà per il grande Giorgio Gaber.

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(Laura Cirimele)

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