“L’ideologia, malgrado tutto credo ancora che ci sia…”

Giorgio Gaber è nato da una famiglia piccolo-borghese. Il suo vero nome era Giorgio Gaberscik, ma veniva soprannominato “il signor G”. E’ stato cantautore, attore ed ha incominciato il cosiddetto “teatro canzone”,.una forma espressiva collegata alla teatralità, alla parola e alla musica con un’alternanza di canzoni e di monologhi o, meglio, di parti cantate e recitate che ne delineano la peculiarità.

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 Uomo di grande intelligenza, acutissimo ed istrionico, Gaber ha sempre mostrato uno stile  elegante  ed equilibrato. Ha fatto satira politica e sociale, ma con una certa dose di ironia e di distacco. La sua famosa canzone”Destra-Sinistra”, scritta insieme al fidato Sandro Luporini, prima di essere inserita  nell’album “La mia generazione ha perso” fu presentata in teatro. Con questo brano, Gaber volle presentare la politica in chiave ironica e mettere in ridicolo il  senso di appartenza politica. Questo brano, pieno di paragoni molto spiritosi, è quindi significativo perchè ci fa capire quanto la politica abbia perso di significato e quanto queste due parole:” destra- sinistra” non abbiano più alcun senso, le differenze vengono annullate  e quanto siano  riconducibili soltanto ad una bipolarità che non si basa necessariamente sulle idee, ma  solo su dei pretesti.

Questa canzone, sempre attuale , mette in risalto i presunti contrasti tra destra e sinistra ruotando intorno ai luoghi comuni e non sui reali contrasti idealistici per dimostrare che le differenze sono così sottili che chi dice di appartenere ad una corrente politica rispetto ad un’altra lo fa solo per pura ideologia  e per passione. Gaber affermava che:

 quelli “di sinistra”si riconoscevano in una serie di abitudini e di modi di fare che “ andavano dal fare la doccia e non il bagno in vasca al fumare sigarette di contrabbando, preferire il minestrone alla pastasciutta e scegliere i film che annoiano, i concerti nello stadio, le scarpe da ginnastica sporche e slacciate, indossare i collant e non le calze, adorare la mortadella, salutarsi in modo vigoroso con il pugno chiuso, essere i soggetti preferiti dalla sfiga. Una donna emancipata, cantava Gaber, è di sinistra, tutto il vecchio moralismo è loro. Gaber  precorreva  i tempi come solo i grandi  artisti sanno fare e terminava dicendo  che “anche il Papa ultimamente è un pò  di sinistra”.

Ma cosa vuol dire essere di destra o di sinistra? Quando siamo curiosi di sapere dell’orientamento di una persona la prima domanda che facciamo è se è di destra o di sinistra. Quando parliamo di politica supponiamo che ci sia una differenza tra destra e sinistra e spesso accade di litigare per difendere una delle due parti. Quando affermiamo di essere di destra o di sinistra quindi abbiamo in mente qualcosa anche se probabilmente non saremmo capaci di spiegarlo in modo chiaro e preciso.

 “Che cosa è la destra, cosa è la sinistra”, diceva Gaber, ma aggiungeva anche “l’ideologia malgrado tutto penso ancora che ci sia”.

L’ideologia, l’ideologia

malgrado tutto credo ancora che ci sia

è la passione, l’ossessione della tua diversità

che al momento dove è andata non si sa.

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Certamente non ci sono solo le destre conservatrici e reazionarie così come quando ci riferiamo al termine sinistra non dobbiamo pensare solo ad una politica marxista. Penso quindi che sia del tutto antitetico  cercare  di racchiudere una collocazione morale all’interno di una  dimensione politica. Il grande cantautore,scomparso  nel 2003, si era già reso conto della profonda  crisi che il nostro Paese stava per attraversare  e cioè la banalizzazione, per non parlare della fine delle ideologie o addirittura degli ideali. Icambiamenti  che inevitabilmente ci saranno dovranno essere affrontati  tenendo sempre in mente che  i tempi  si evolvono e il tutto dovrà essere fatto  con un pizzico di buon senso il che, presumo, non è  né di destra né di sinistra.

Dilemma: Gaber era di destra o di sinistra? Autodefinizione: “ Per essere di destra non ho il fisico. Ma alla sinistra contesto le irresolutezze, le promesse mancate e l’incapacità d’imprimere una svolta diversa a una società dominata dal mercato e dal vuoto d’ideali”.

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                                                                                                                                                                         Cristina Calvano

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