LA LIBERTA’ E’ ANCORA PARTECIPAZIONE?

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Credo che ognuno di noi abbia ascoltato almeno una volta la canzone di Giorgio Gaber che esaltava il valore della partecipazione in contrasto con l’effimera possibilità di fare ciò che si vuole , semmai restando isolati dal resto del mondo. Oggi la libera partecipazione sembra sempre più legata ai social network dove scambiarsi informazioni, gusti, opinioni è una cosa del tutto normale. Ma siamo davvero certi che la partecipazione a cui Gaber si riferiva corrisponda alla possibilità che oggi noi possiamo dire la nostra opinione e di confrontarla con chi  vuole farlo?

Sembra logico che come affermava Gaber non c’è vera libertà senza partecipazione, ma è anche indiscutibile che il livello di partecipazione che la rete oggi ci dà come possibiltà è di gran lunga superiore a quello che c’era ai tempi di Gaber. Penso che anche  al grande cantautore sarebbe piaciuto il livello di libertà che ci viene offerto dal web, che tende a superare i “limiti” che derivano dalla democrazia . Ma quante persone che di solito sono mansuete, anzi anche forse passive nella vita di tutti i giorni, una volta che si trovano davanti al computer, si trasformano, pronti a litigare con tutti per poi ritornare ad essere pecorelle appena cacciano il naso fuori dalla porta di casa. Dobbiamo però  fare attenzione a non far riferimento solo al “popolo del Web”  e non dobbiamo dimenticare che dietro ad ogni browser c’è sempre un individuo vero che spera di poter manifestare sul Web  ciò che pensa.Siamo quindi davvero sicuri che ciò che si realizza in rete poi abbia un risvolto concreto sulla vita vera degli individui?

Cos’è allora la libertà? “Vorrei essere libero, libero come un uomo. Vorrei essere libero come un uomo”

La libertà non è star sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone, la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione”.                                                                                                                                            

La libertà vuol dire essere liberi. La libertà non è il volo di un moscone, nel senso che l’uomo deve sperare di fare voli che li possano portare lontano. Nella parte centrale della canzone si può leggere: l’uomo “che ha il diritto di votare e che passa la sua vita a delegare e nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà”.

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Secondo Gaber bisogna che ci sia partecipazione e ognuno di noi deve saper giudicare il livello della qualità della vita. Anche noi adolescenti non possiamo sempre lamentarci che le cose non vanno bene , che la classe politica non sa governare. Perchè una partecipazione sia produttiva bisogna che tutti  collaborino  e condividano regole e valori, siano aperti al dialogo e che ci sia trasparenza nelle informazioni. La partecipazione è quindi l’unica cosache possa far si che la libertà non si riduca al solo diritto di voto e bisogna spingere l’uomo a non delegare , ma diventare protagonista della sua libertà.

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Martina Calvano

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