“CIO’ CHE NON SIAMO, CIO’ CHE NON VOGLIAMO”

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Noi, esseri umani, possiamo avere certezze su ciò che siamo e ciò che vogliamo?

Nella poesia “ Non chiederci la parola”, Eugenio Montale esprime il suo pensiero a riguardo affermando che i poeti possono dirci soltanto quello che non siamo e quello che non vogliamo. Come gli altri esseri umani, infatti, essi  non sono in possessione di certezze.

E’ pur vero che Eugenio Montale scrisse la poesia in anni in cui, a causa della guerra, nessuno poteva avere certezze sul futuro perché perfino il presente era colmo d’incertezze, ma esiste un periodo in cui l’uomo può avere certezze?

Adesso, nel 2014, noi giovani, ad esempio, sappiamo ciò che siamo e ciò che vogliamo o la nostra identità e le nostre volontà  sono destinate ad essere un eterno, enorme punto interrogativo?

Forse, su ciò che non siamo e ciò che non vogliamo abbiamo maggiori sicurezze rispetto a ciò che siamo e che vogliamo.

Le incertezze allora sono più certe delle certezze?

Ma da cosa nascono le nostre indecisioni?

Da una profonda insicurezza? O , forse, da una nostra immensa piccolezza rispetto alla vita?

Me ne faccio tante domande sul mondo, sugli esseri umani, sul senso della vita. Lo ammetto, anche troppe!

Eppure non ho ancora trovato alcuna certezza né sul mondo, né sulla vita e credo nemmeno su me stessa.

Cosa sono? Cosa voglio?

Credo che siano domande troppo grandi da poter rispondere in maniera esaudente.

Al contrario, invece, credo che, oggi, io abbia capito ciò che non sono e ciò che non voglio. O almeno credo.

Non sono una persona pessimista, ma realista, perché credo che l’illusione sia la più grande forma di pessimismo.

Non sono una persona che pretende, perché la presunzione, per me, altro non è che sinonimo di arroganza.

Non sono una persona che si lamenta spesso, perché alle lamentele, si sa,  tutti vogliono starne alla larga.

Non sono una persona che giudica o critica, perché, nonostante la mia giovane età,  credo di aver capito che nessuno può permettersi di giudicare o criticare la vita di una persona senza aver indossato i suoi panni, senza conoscere i suoi trascorsi.

Non sono una persona che non accetta i consigli degli altri, perché è solo da essi che si può imparare e migliorare.

Non sono una persona perfetta, ma ho imparato che la perfezione, fortunatamente, non esiste.

Non sono una persona che odia, perché l’odio, se si pensa alla vita,alla sua grandezza, non è altro che un enorme futilità.

Questo è parte di ciò che penso di non essere.

 In generale, penso che noi giovani d’oggi, conosciamo maggiormente la tecnologia, che ormai è divenuta parte integrante della nostra vita, che noi stessi.

Già. E’ proprio quando si parla di noi stessi che diventa tutto sconosciuto.

Sappiamo come si utilizzano i computer, gli i-phone, le play-station.

Se ci si riflette sopra, è un paradosso!

Ma è anche vero che noi giovani d’oggi non siamo come ci dipingono alcuni “grandi”.

Non siamo tutti drogati.

Non siamo tutti privi di valori.

Non siamo tutti disinteressati.

Non siamo tutti ineducati.

Non siamo tutti immersi nel consumismo da non capire come va il mondo.

Ciò che non vogliamo è non essere giudicati per quello che non siamo!

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